Ante Cinotti


Ante Cinotti (1913 – 1993) nacque a Trogir (Traù). Le esperienze vissute durante la sua infanzia, come egli ebbe a raccontare successivamente, ebbero un forte impatto sulla sua formazione politica. Nonostante il padre fosse un funzionario del tribunale, nelle circostanze avverse del primo dopoguerra la famiglia navigava in cattive acque. L’insicurezza economica e la paura di un ulteriore peggioramento della propria condizione segnarono la sua infanzia.


Il padre aderì presto al Partito contadino croato di Stjepan Radić, il principale rappresentante delle istanze nazionali croate, il che gli provocò un’opposizione all’interno dell’amministrazione e lo portò in conflitto con la polizia, che di frequente lo maltrattava, e con gli orjunaši, i nazionalisti jugoslavi. All’epoca in città esisteva una spaccatura tra la piccola e la media borghesia da una parte e le classi più basse della società dall’altra. L’opposizione del giovane Cinotti al governo monarchico jugoslavo e alla borghesia lo fece entrare in contatto con gli strati più popolari. Come avrebbe ricordato successivamente, si trovava combattuto tra la sua formale appartenenza sociale – era “il figlio di un funzionario” – e la condizione di profonda miseria in cui navigava la famiglia, che lo portava ad empatizzare con gli sfruttati1.


Durante gli studi liceali scoprì “la letteratura progressista”, compresa quella all’epoca proibita – nel Regno di Jugoslavia il Partito comunista era stato messo fuorilegge dalla fine del 1920. Nel 1932 fu invitato a una riunione del partito a Trogir e divenne membro dell’ufficio locale, pur senza aderire formalmente al partito. In questo periodo entrò in contatto con attiviste e attivisti locali ma anche di Spalato e Belgrado e svolse principalmente lavoro di propaganda: organizzava manifestazioni, distribuiva materiale, collaborava con la locale cooperativa agricola, lavorava con le donne e i giovani, tramite le organizzazioni sportive e il coro. Queste attività gli guadagnarono una popolarità, in particolare tra la popolazione studentesca. L’attività politica di Cinotti procedeva in maniera discontinua, dal momento che spesso era assente dalla cittadina dalmata per impegni universitari a Zagabria, dove studiava Agronomia2.


Sin dagli anni dell’università Cinotti era vigilato dalla polizia jugoslava per la sua attività politica3. Fu arrestato una prima volta nel 1932 a Zagabria per la distribuzione di volantini e ancora nel 1934 in occasione di uno sciopero organizzato in solidarietà con i detenuti politici rinchiusi nel carcere di Sremska Mitrovica. Dall’aprile del 1935 al febbraio 1936 fu inviato a fare il servizio militare nella cittadina serba di Požarevac. Nel 1937 tentò, attraverso il partito, di andare a combattere in Spagna. Il Regno di Jugoslavia aveva aderito al Comitato di non intervento e si impegnava attivamente per impedire le partenze di volontari per la Spagna. Cinotti fu arrestato nel marzo dello stesso anno insieme ad altri 152 volontari pronti a imbarcarsi su una nave diretta in Spagna sull’isola di Brač (Brazzo) e trascorse tre settimane in carcere. A questo seguirono due ulteriori tentativi di raggiungere la Spagna, prima attraverso una delle principali vie di fuga, quella via Belgrado, l’Austria e la Svizzera, poi imbarcandosi su una nave, ma nessuno dei due andò in porto. Nel 1938 conseguì una specializzazione in Scienze ittiche a Zagabria. Nel 1939 fu di nuovo arrestato insieme ad altri compagni dalla gendarmeria a Trogir perché sospettato di nascondere materiale illegale e inviato a Spalato. Qui i prigionieri intrapresero lo sciopero della fame e poco dopo furono scarcerati per mancanza di prove.


Nel 1940, grazie all’intervento di uno zio che lavorava in ambito ministeriale a Belgrado, divenne referente per la stazione ittica di Spalato4. Nell’aprile 1941, con l’occupazione italiana e la costituzione del Governatorato della Dalmazia, Cinotti entrò nella cellula del partito attiva nella zona occidentale di Spalato, dove si era nel frattempo trasferito. In giugno fu licenziato per il suo atteggiamento apertamente antifascista e per essersi rifiutato di fare il saluto fascista. Fu subito eletto segretario della cellula di partito e divenne un membro del Comitato cittadino con compiti di Agitazione e propaganda. Come risulta dal suo fascicolo del Casellario Politico Centrale, organizzava riunioni nella periferia della città e distribuiva materiali politici che incitavano a resistere alla penetrazione italiana “anche con atti di sabotaggio e terroristici”. La prefettura locale, nelle parole del prefetto Paolo Zerbino, lo considerava “un elemento di vasta cultura, scaltro, intelligente, capace di promuovere ed organizzare dimostrazioni sovversive”. Una notte gli agenti dell’Ovra fecero irruzione nel suo appartamento nel quartiere di Bačvice dove si sarebbe dovuta tenere una riunione del Comitato cittadino e lo arrestarono. Erano risaliti a lui attraverso la lista dei volontari arrestati mentre provavano a recarsi in Spagna, che il capo della polizia di Spalato aveva passato agli italiani5.


Il 13 novembre 1943 i circa 150 arrestati furono portati via mare a Fiume e da qui in treno, attraverso tutta l’Italia, fino al campo di Lipari, dove arrivarono il 23 novembre 1941. Qui in breve tempo Cinotti entrò nel comitato politico del campo e riprese l’attività politica, rendendosi protagonista, tra l’altro, dell’organizzazione di uno sciopero della fame. Nell’aprile 1942 fu arrestato insieme a una ventina di compagni. Un confidente aveva fatto una delazione ai vertici carcerari in cui menzionava il fatto che alcuni internati, “dopo la chiusura dei cameroni, sono soliti cantare inni comunisti ed […] tenere conferenze in cui mettono in evidenza le vittorie russe ed il prossimo disastro dell’Asse”. Il prefetto, come comunicato in una missiva al Ministero, richiese il nulla osta per somministrare punizioni rigorosamente esemplari. Il 2 luglio 1942 Cinotti fu inviato nel carcere Regina Coeli a Roma6.


Portati davanti al Tribunale per la difesa dello stato il 5 dicembre 1942 tutti gli imputati furono accusati di avere preso parte a “un’associazione sovversiva, tendente a stabilire violentemente la dittatura di una classe sociale sulle altre e a sovvertire violentemente gli ordinamenti economici o sociali costituiti nello Stato”. Il gruppo avrebbe anche raccolto contributi in viveri e denaro per i compagni poveri “del soccorso rosso” e sottoposto a rappresaglie coloro che non volevano sottostare agli ordini della cellula centrale”, costituendo un proprio tribunale. Inoltre Cinotti, che era il capo cellula del campo, avrebbe tenuto conferenze in cui “si mettevano in evidenza vittorie della Russia e i benefici del comunismo e si faceva propaganda per l’instaurazione della dittatura rossa”, conferenze che terminavano con il grido di “Viva Stalin”. A lui e al bosniaco Zdenko Stambuk furono comminate le pene più alte, 12 anni 7.


Il 5 marzo 19438 Cinotti fu inviato a Civitavecchia dove venne inizialmente rinchiuso in cella con i comunisti italiani. Il 29 marzo 1943 il Comando del XVIII corpo d’armata, schierato all’epoca in Dalmazia, chiese di far richiamare dall’internamento, per averli disponibili per uno scambio di prigionieri, alcuni detenuti tra cui Cinotti, ma il Governatorato della Dalmazia comunicò il suo parere contrario, in quanto “pericoloso organizzatore e sobillatore di masse, capace di promuovere atti di sabotaggio”9.


A causa dei bombardamenti il 7 maggio 1943 i detenuti furono spostati dal carcere di Civitavecchia a quello di Sulmona, dove Cinotti entrò in contatto con altri detenuti jugoslavi ai quali sarebbe rimasto vicino politicamente e umanamente nei mesi successivi: Vojo Masnikosa di Kistanje, Marijo Vidjak di Spalato e Husić di Bijelopolje. Inoltre entrò anche a far parte del Comitato esecutivo del carcere, insieme a Giancarlo Pajetta e a Giuseppe Rossi. Quando i detenuti politici italiani vennero liberati dopo il 25 luglio, Cinotti iniziò ad operare nell’ambito del Comitato jugoslavo del carcere e, per la sua ottima conoscenza della lingua italiana, cercò di negoziare senza successo la liberazione dei detenuti jugoslavi con il direttore del carcere, che prese tempo10. Infatti, il capo della polizia Carmine Senise, aveva decretato una lenta liberazione a scaglioni dei detenuti politici, ultimi dei quali sarebbero dovuti essere slavi e anarchici, qualora “non pericolosi”11. Il 16 agosto 1943 Cinotti inviò una domanda di scarcerazione al Ministero degli Interni dicendosi “a conoscenza del provvedimento per la liberazione dei detenuti politici”12.
Contemporaneamente partecipò all’ideazione di diversi piani di fuga che non ebbero successo13.

Dopo l’8 settembre i tedeschi presero il controllo del carcere e successivamente Cinotti, insieme agli altri detenuti, fu deportato a Dachau dove arrivò il 13 ottobre 1943. Dopo tre settimane, insieme ad altri detenuti provenienti da Sulmona, fu inviato a Buchenwald dove rimase dal 30 ottobre 1943 all’aprile 194514.


Durante la permanenza a Buchenwald, che iniziò con un’ulteriore quarantena, fu necessario del tempo per ricostituire un lavoro di organizzazione politica tra i comunisti jugoslavi, seguendo l’esempio degli altri gruppi nazionali e cercando il coinvolgimento dei soldati dell’Armata rossa prigionieri. Cinotti entrò a far parte del Comitato nazionale degli jugoslavi al cui interno, tuttavia, presto scoppiarono violenti dissidi su basi politiche, nazionali e dovute a rivalità personali. Cinotti rimase legato a un gruppo di detenuti che con lui avevano condiviso l’esperienza del comitato di partito nelle carceri italiane e che provenivano in gran parte dalla Dalmazia15.


Dall’inizio del 1945 iniziarono ad affluire a Buchenwald masse di prigionieri evacuate da altri luoghi di prigionia per l’avvicinamento del fronte, provocando un peggioramento repentino delle condizioni igienico-sanitarie. Nel campo si creò presto un comitato internazionale dei prigionieri che lavorò alla creazione di una struttura insurrezionale da mettere in atto in coincidenza con l’arrivo delle truppe statunitensi. Cinotti ne entrò a far parte, tenendo incontri teorici e di addestramento all’uso delle armi. L’11 aprile alcuni prigionieri presero il controllo del campo, abbandonato dalle SS, e attesero le truppe statunitensi sulla strada che da Erfurt portava a Jena. Cinotti faceva parte di un gruppo di una decina di detenuti armati guidati da un austriaco, veterano della guerra di Spagna.


Rilasciato dal campo agli inizi di maggio, secondo le dichiarazioni rese da lui stesso successivamente, peregrinò tra i diversi campi per lavoratori civili e prigionieri militari per fare propaganda16 a favore della Jugoslavia di Tito e, a metà mese, attraverso la zona di occupazione statunitense in Germania, raggiunse la zona di occupazione sovietica in Austria e arrivò infine in Jugoslavia.


Il 26 maggio 1945 giunse a Zagabria. Poco tempo dopo ebbe un incarico nel Dipartimento della pesca presso il Ministero della Marina, della pesca e del traffico (marittimo) locale. Negli anni a cavallo del 1948, data dello scisma tra la Jugoslavia e l’Unione Sovietica, durante una generale revisione delle attività dei comunisti jugoslavi nei campi di concentramento tedeschi, fu messo sotto accusa anche l’operato di Cinotti, che venne rinchiuso per un periodo a Goli Otok, l’isola-prigione dell’arcipelago adriatico nella quale furono inviati migliaia di detenuti politici jugoslavi accusati di essere rimasti fedeli all’Unione Sovietica.


Francesca Rolandi (2018)

Nota 1
Biografija Cinotti Ing. Ante [Biografia Cinotti Ing. Ante], Archivio di stato croato, Zagabria, Savez Komunista Hrvatske. Centralni Komitet [Lega dei comunisti croati. Comitato centrale], HR-HDA-1220, Kontrolno-statuarna komisija [Commissione statutaria di controllo], k. 43.
Nota 2

Biografija Cinotti Ing. Ante [Biografia Cinotti Ing. Ante], Archivio di stato croato, Zagabria, Savez Komunista Hrvatske. Centralni Komitet [Lega dei comunisti croati. Comitato centrale], HR-HDA-1220, Kontrolno-statuarna komisija [Commissione statutaria di controllo], k. 43.


Nota 3
Archivio Centrale dello Stato, Roma, Ministero dell'Interno, Direzione generale di pubblica sicurezza, Divisione affari generali e riservati. Ufficio dipendenti dalla sezione prima, Casellario politico centrale, Fascicoli personali, b. 1315.
Nota 4

Biografija Cinotti Ing. Ante [Biografia Cinotti Ing. Ante], Archivio di stato croato, Zagabria, Savez Komunista Hrvatske. Centralni Komitet [Lega dei comunisti croati. Comitato centrale], HR-HDA-1220, Kontrolno-statuarna komisija [Commissione statutaria di controllo], k. 43; Archivio Centrale dello Stato, Roma, Ministero dell'Interno, Direzione generale di pubblica sicurezza, Divisione affari generali e riservati. Ufficio dipendenti dalla sezione prima, Casellario politico centrale, Fascicoli personali, b. 1315; Internacional Tracing Service ITS, Bad Arolsen, DE ITS 1.1.5.3. Archivnummer 5688654.


Nota 5

Biografija Cinotti Ing. Ante [Biografia Cinotti Ing. Ante], Archivio di stato croato, Zagabria, Savez Komunista Hrvatske. Centralni Komitet [Lega dei comunisti croati. Comitato centrale], HR-HDA-1220, Kontrolno-statuarna komisija [Commissione statutaria di controllo], k. 43; Archivio Centrale dello Stato, Roma, Ministero dell'Interno, Direzione generale di pubblica sicurezza, Divisione affari generali e riservati. Ufficio dipendenti dalla sezione prima, Casellario politico centrale, Fascicoli personali, b. 1315.


Nota 6

Dichiarazioni di Duje Bubalo e Vjekoslav Kuzmanić, Archivio di stato croato, Zagabria, Savez Komunista Hrvatske. Centralni Komitet [Lega dei comunisti croati. Comitato centrale], HR-HDA-1220, Kontrolno-statuarna komisija [Commissione statutaria di controllo], k. 44; Archivio Centrale dello Stato, Roma, Ministero dell'Interno, Direzione generale di pubblica sicurezza, Divisione affari generali e riservati. Ufficio dipendenti dalla sezione prima, Casellario politico centrale, Fascicoli personali, b. 1315; International Tracing Service ITS, Bad Arolsen, DE ITS 6.3.3.2 Archivnummer 88241621.


Nota 7

Tribunale speciale per la difesa dello Stato: decisioni emesse nel 1942, Roma, Ufficio storico SME, 1997, pp. 251-254


Nota 8
International Tracing Service ITS, Bad Arolsen, DE ITS 6.3.3.2 Archivnummer 88241621.
Nota 9
Archivio Centrale dello Stato, Roma, Ministero dell'Interno, Direzione generale di pubblica sicurezza, Divisione affari generali e riservati. Ufficio dipendenti dalla sezione prima, Casellario politico centrale, Fascicoli personali, b. 1315.
Nota 10
Biografija Cinotti Ing. Ante [Biografia Cinotti Ing. Ante], Archivio di stato croato, Zagabria, Savez Komunista Hrvatske. Centralni Komitet [Lega dei comunisti croati. Comitato centrale], HR-HDA-1220, Kontrolno-statuarna komisija [Commissione statutaria di controllo], k. 43.
Nota 11

Carlo Spartaco Capogreco, I campi del duce. L’internamento civile nell’Italia fascista (1940-1943), Torino, Einaudi, 2004, p. 171.


Nota 12
Archivio Centrale dello Stato, Roma, Ministero dell'Interno, Direzione generale di pubblica sicurezza, Divisione affari generali e riservati. Ufficio dipendenti dalla sezione prima, Casellario politico centrale, Fascicoli personali, b. 1315.
Nota 13

Biografija Cinotti Ing. Ante [Biografia Cinotti Ing. Ante], Archivio di stato croato, Zagabria, Savez Komunista Hrvatske. Centralni Komitet [Lega dei comunisti croati. Comitato centrale], HR-HDA-1220, Kontrolno-statuarna komisija [Commissione statutaria di controllo], k. 43. Si veda scheda sulla deportazione dal carcere di Sulmona.


Nota 14

Nelle notizie desunte dai fascicoli di esecuzione, riportate in calce alla sentenza in speciale per la difesa dello Stato: decisioni emesse nel 1942, cit., p. 253, si menziona che Cinotti sarebbe stato scarcerato dalla Casa di reclusione di Sulmona nel marzo 1944 a seguito di un ordine emesso da un Comando Militare Germanico.


Nota 15

Biografija Cinotti Ing. Ante [Biografia Cinotti Ing. Ante], Archivio di stato croato, Zagabria, Savez Komunista Hrvatske. Centralni Komitet [Lega dei comunisti croati. Comitato centrale], HR-HDA-1220, Kontrolno-statuarna komisija [Commissione statutaria di controllo], k. 43.


Nota 16
http://www.noviplamen.net/dosije-o-golom-otoku/
AEL Arbeitserziehungslager
I campi di rieducazione al lavoro AEL furono creati a partire dal 1940 dalla Gestapo con l'obiettivo di "rieducare" le persone accusate di atti di sabotaggio industriale o ritenute per qualche motivo "riluttanti" al lavoro. Di fatto, questi campi furono anche uno strumento di sfruttamento del lavoro forzato. Si calcola che in Germania e nei territori occupati abbiano funzionato circa 200 Arbeitserziehungslager e che vi siano state imprigionate circa 500 mila persone.
Bau-und Arbeits Battallion B.A.B.

Durante la Seconda guerra mondiale i tedeschi formarono delle unità di prigionieri di guerra denominate Bau-und Arbeits Battalion (abbreviato in B.A.B). I B.A.B erano composti in media da circa 600 prigionieri destinati al lavoro. La particolarità di queste unità stava nella loro mobilità: a differenza dei prigionieri degli Stalag, non erano destinate a un luogo specifico ma dislocabili sul territorio in base alle necessità del momento.

I.G. Farben
La I.G. Farben venne fondata nel 1925 dall'unione di diverse industrie tedesche. Durante la Seconda guerra mondiale fu la principale industria chimica della Germania nazista.
La I.G. Farben è stata tra le industrie che più hanno fatto ricorso al lavoro forzato, in particolare nella costruzione degli impianti di Auschwitz.
I dirigenti della I.G. Farben furono tra gli imputati del processo di Norimberga del 1947/48.
Alla fine della guerra, gli alleati decisero di smembrare l'industria ricostituendo le aziende che l'avevano inizialmente fondata.
Kriegsgefangenen Arbeitskommando
Gli Arbeitskommando erano campi di lavoro per prigionieri di guerra catturati dai tedeschi. Composti di solito da qualche centinaio di prigionieri, erano dislocati nei pressi del luogo di lavoro (fabbriche, miniere, agricoltura, ecc.). L'amministrazione era demandata a uno Stalag (campo per prigionieri di guerra) principale. Da uno Stalag potevano dipendere anche diverse centinaia di Arbeitskommando. Gli Arbeitskommando dei prigionieri di guerra alleati venivano regolarmente visitati dai rappresentanti della Croce Rossa.
Ispettorato Militare del Lavoro
L’Ispettorato Militare del Lavoro è stata una organizzazione nata nell’ottobre del 1943 allo scopo di inquadrare lavoratori da impiegare per costruire strutture per la difesa del territorio della RSI e per riparare i danni dei bombardamenti aerei. Conosciuta anche come “Organizzazione Paladino”, dal nome del suo ideatore e comandante, giunse a inquadrare alcune decine di migliaia di uomini, operando in stretto contatto, e alle volte alle dirette dipendenze, dei tedeschi.
Organizzazione Todt

L’organizzazione Todt nacque in Germania alla fine degli Trenta, allo scopo di organizzare la forza lavoro per la costruzione di installazioni militari. Ideata e diretta da Fritz Todt fino alla sua morte (1942), durante la guerra venne utilizzata per lo sfruttamento dei lavoratori coatti nei paesi occupati dalla Germania. In Italia ebbe un ruolo fondamentale nella costruzione delle linee di difesa lungo l’Appennino per la Wehrmacht, inquadrando decine di migliaia di uomini.

Paladino Francesco
Nato a Scilla (Reggio Calabria) nel 1890, si era arruolato volontario nel corpo del Genio telegrafisti nel 1907. Nel 1908 raggiunse il grado di sergente, con il quale partecipò alla Guerra di Libia. Nel 1914 fu promosso sottotenente e durante la Prima Guerra Mondiale fu promosso capitano. Rimasto sotto le armi, nel 1932 raggiunse il grado di tenente colonnello. Nel 1936 partecipò alla Guerra d’Etiopia durante la quale fu promosso a colonnello.
Nella Seconda Guerra Mondiale partecipò alla campagna di Grecia, per poi tornare in Italia, assegnato al corpo d’Armata di Bolzano. Nel 1942 fu promosso a generale di brigata. Dopo l’armistizio aderì alla Repubblica Sociale Italiana per la quale creò l’Ispettorato Militare del Lavoro.
Posto in congedo assoluto nel 1945, nel 1970 gli fu conferito il grado onorifico di generale di divisione.
Morì nel 1974.
Sauckel Fritz

Fritz Sauckel, nato nel 1894,  era un Gauleiter (capo locale) del partito nazista. Nel 1942 fu nominato plenipotenziario per la distribuzione del lavoro in tutti i territori occupati dalla Germania. In pratica, era il responsabile del reclutamento forzato della manodopera per il lavoro coatto. In Italia la sua organizzazione cercò, con scarsi risultati, di rastrellare centinaia di migliaia di uomini da portare nel Reich. Fu processato a Noriberga e condannato a morte, condanna eseguita nel 1946.

Speer Albert
Albert Speer, nato nel 1905, era un architetto con ottimi rapporti personali con Adolf Hitler. Pur non essendo un fervente nazista, era stato l’artefice delle scenografie delle parate del Partito, assicurandosi la stima e la fiducia del dittatore. Nel 1942, dopo la morte di Fritz Todt, fu nominato ministro per la produzione bellica, a cui era sottoposta la Organizzazione Todt. Fu processato a Norimberga e condannato a venti anni di carcere. E’ morto a Londra nel 1981.
Stalag
Campo tedesco per prigionieri di guerra. Le condizioni di vita negli stalag erano molto diverse a seconda della nazionalità dei prigionieri (alleati, sovietici, internati militari italiani, ecc.).
Todt Fritz

Fritz Todt era un ingegnere tedesco, responsabile, negli anni Trenta, della costruzione del sistema autostradale voluto da Hitler. Alla fine degli anni Trenta creò l’Organizzazione Todt, che aveva lo scopo di fornire la forza lavoro per la costruzione delle linee difensive lungo il confine con la Francia. Durante la guerra la sua organizzazione gestì lo sfruttamento del lavoro coatto nei territori occupati. Morì a causa di incidente aereo nel 1942.


Gemeinschaftslager
I Gemeinschaftslager, così come i Wohnlager, erano lager non sorvegliati per lavoratori stranieri, mentre gli Arbeitslager erano sorvegliati. In genere solo per questi ultimi si utilizza il concetto di lavoro forzato, ma attualmente gli storici tendono a rivedere decisamente il concetto di lavoro forzato estendendolo a rapporti di lavoro che solo apparentemente sono liberi ma che di fatto erano forzati. In particolare la discussione attuale tende ad orientarsi verso un concetto di lavoro forzato che comprende questi tre elementi distintivi:
- dal punto di vista giuridico l'impossibilità per il lavoratore di sciogliere il rapporto di lavoro,
- dal punto di vista sociale le limitate possibilità di influenzare significativamente le condizioni del proprio impiego,
- una tasso di mortalità elevato che indica un carico di lavoro superiore alla media e una disponibilità di mezzi di sostentamento inferiore al bisogno effettivo.

si veda [https://www.bundesarchiv.de/zwangsarbeit/geschichte/auslaendisch/begriffe/index.html]
AEL Arbeitserziehungslager
I campi di rieducazione al lavoro AEL furono creati a partire dal 1940 dalla Gestapo con l'obiettivo di "rieducare" le persone accusate di atti di sabotaggio industriale o ritenute per qualche motivo "riluttanti" al lavoro. Di fatto, questi campi furono anche uno strumento di sfruttamento del lavoro forzato. Si calcola che in Germania e nei territori occupati abbiano funzionato circa 200 Arbeitserziehungslager e che vi siano state imprigionate circa 500 mila persone.
Bau-und Arbeits Battallion B.A.B.

Durante la Seconda guerra mondiale i tedeschi formarono delle unità di prigionieri di guerra denominate Bau-und Arbeits Battalion (abbreviato in B.A.B). I B.A.B erano composti in media da circa 600 prigionieri destinati al lavoro. La particolarità di queste unità stava nella loro mobilità: a differenza dei prigionieri degli Stalag, non erano destinate a un luogo specifico ma dislocabili sul territorio in base alle necessità del momento.

I.G. Farben
La I.G. Farben venne fondata nel 1925 dall'unione di diverse industrie tedesche. Durante la Seconda guerra mondiale fu la principale industria chimica della Germania nazista.
La I.G. Farben è stata tra le industrie che più hanno fatto ricorso al lavoro forzato, in particolare nella costruzione degli impianti di Auschwitz.
I dirigenti della I.G. Farben furono tra gli imputati del processo di Norimberga del 1947/48.
Alla fine della guerra, gli alleati decisero di smembrare l'industria ricostituendo le aziende che l'avevano inizialmente fondata.
Kriegsgefangenen Arbeitskommando
Gli Arbeitskommando erano campi di lavoro per prigionieri di guerra catturati dai tedeschi. Composti di solito da qualche centinaio di prigionieri, erano dislocati nei pressi del luogo di lavoro (fabbriche, miniere, agricoltura, ecc.). L'amministrazione era demandata a uno Stalag (campo per prigionieri di guerra) principale. Da uno Stalag potevano dipendere anche diverse centinaia di Arbeitskommando. Gli Arbeitskommando dei prigionieri di guerra alleati venivano regolarmente visitati dai rappresentanti della Croce Rossa.
Ispettorato Militare del Lavoro
L’Ispettorato Militare del Lavoro è stata una organizzazione nata nell’ottobre del 1943 allo scopo di inquadrare lavoratori da impiegare per costruire strutture per la difesa del territorio della RSI e per riparare i danni dei bombardamenti aerei. Conosciuta anche come “Organizzazione Paladino”, dal nome del suo ideatore e comandante, giunse a inquadrare alcune decine di migliaia di uomini, operando in stretto contatto, e alle volte alle dirette dipendenze, dei tedeschi.
Organizzazione Todt

L’organizzazione Todt nacque in Germania alla fine degli Trenta, allo scopo di organizzare la forza lavoro per la costruzione di installazioni militari. Ideata e diretta da Fritz Todt fino alla sua morte (1942), durante la guerra venne utilizzata per lo sfruttamento dei lavoratori coatti nei paesi occupati dalla Germania. In Italia ebbe un ruolo fondamentale nella costruzione delle linee di difesa lungo l’Appennino per la Wehrmacht, inquadrando decine di migliaia di uomini.

Paladino Francesco
Nato a Scilla (Reggio Calabria) nel 1890, si era arruolato volontario nel corpo del Genio telegrafisti nel 1907. Nel 1908 raggiunse il grado di sergente, con il quale partecipò alla Guerra di Libia. Nel 1914 fu promosso sottotenente e durante la Prima Guerra Mondiale fu promosso capitano. Rimasto sotto le armi, nel 1932 raggiunse il grado di tenente colonnello. Nel 1936 partecipò alla Guerra d’Etiopia durante la quale fu promosso a colonnello.
Nella Seconda Guerra Mondiale partecipò alla campagna di Grecia, per poi tornare in Italia, assegnato al corpo d’Armata di Bolzano. Nel 1942 fu promosso a generale di brigata. Dopo l’armistizio aderì alla Repubblica Sociale Italiana per la quale creò l’Ispettorato Militare del Lavoro.
Posto in congedo assoluto nel 1945, nel 1970 gli fu conferito il grado onorifico di generale di divisione.
Morì nel 1974.
Sauckel Fritz

Fritz Sauckel, nato nel 1894,  era un Gauleiter (capo locale) del partito nazista. Nel 1942 fu nominato plenipotenziario per la distribuzione del lavoro in tutti i territori occupati dalla Germania. In pratica, era il responsabile del reclutamento forzato della manodopera per il lavoro coatto. In Italia la sua organizzazione cercò, con scarsi risultati, di rastrellare centinaia di migliaia di uomini da portare nel Reich. Fu processato a Noriberga e condannato a morte, condanna eseguita nel 1946.

Speer Albert
Albert Speer, nato nel 1905, era un architetto con ottimi rapporti personali con Adolf Hitler. Pur non essendo un fervente nazista, era stato l’artefice delle scenografie delle parate del Partito, assicurandosi la stima e la fiducia del dittatore. Nel 1942, dopo la morte di Fritz Todt, fu nominato ministro per la produzione bellica, a cui era sottoposta la Organizzazione Todt. Fu processato a Norimberga e condannato a venti anni di carcere. E’ morto a Londra nel 1981.
Stalag
Campo tedesco per prigionieri di guerra. Le condizioni di vita negli stalag erano molto diverse a seconda della nazionalità dei prigionieri (alleati, sovietici, internati militari italiani, ecc.).
Todt Fritz

Fritz Todt era un ingegnere tedesco, responsabile, negli anni Trenta, della costruzione del sistema autostradale voluto da Hitler. Alla fine degli anni Trenta creò l’Organizzazione Todt, che aveva lo scopo di fornire la forza lavoro per la costruzione delle linee difensive lungo il confine con la Francia. Durante la guerra la sua organizzazione gestì lo sfruttamento del lavoro coatto nei territori occupati. Morì a causa di incidente aereo nel 1942.


Gemeinschaftslager
I Gemeinschaftslager, così come i Wohnlager, erano lager non sorvegliati per lavoratori stranieri, mentre gli Arbeitslager erano sorvegliati. In genere solo per questi ultimi si utilizza il concetto di lavoro forzato, ma attualmente gli storici tendono a rivedere decisamente il concetto di lavoro forzato estendendolo a rapporti di lavoro che solo apparentemente sono liberi ma che di fatto erano forzati. In particolare la discussione attuale tende ad orientarsi verso un concetto di lavoro forzato che comprende questi tre elementi distintivi:
- dal punto di vista giuridico l'impossibilità per il lavoratore di sciogliere il rapporto di lavoro,
- dal punto di vista sociale le limitate possibilità di influenzare significativamente le condizioni del proprio impiego,
- una tasso di mortalità elevato che indica un carico di lavoro superiore alla media e una disponibilità di mezzi di sostentamento inferiore al bisogno effettivo.

si veda [https://www.bundesarchiv.de/zwangsarbeit/geschichte/auslaendisch/begriffe/index.html]
AEL Arbeitserziehungslager
I campi di rieducazione al lavoro AEL furono creati a partire dal 1940 dalla Gestapo con l'obiettivo di "rieducare" le persone accusate di atti di sabotaggio industriale o ritenute per qualche motivo "riluttanti" al lavoro. Di fatto, questi campi furono anche uno strumento di sfruttamento del lavoro forzato. Si calcola che in Germania e nei territori occupati abbiano funzionato circa 200 Arbeitserziehungslager e che vi siano state imprigionate circa 500 mila persone.
Bau-und Arbeits Battallion B.A.B.

Durante la Seconda guerra mondiale i tedeschi formarono delle unità di prigionieri di guerra denominate Bau-und Arbeits Battalion (abbreviato in B.A.B). I B.A.B erano composti in media da circa 600 prigionieri destinati al lavoro. La particolarità di queste unità stava nella loro mobilità: a differenza dei prigionieri degli Stalag, non erano destinate a un luogo specifico ma dislocabili sul territorio in base alle necessità del momento.

I.G. Farben
La I.G. Farben venne fondata nel 1925 dall'unione di diverse industrie tedesche. Durante la Seconda guerra mondiale fu la principale industria chimica della Germania nazista.
La I.G. Farben è stata tra le industrie che più hanno fatto ricorso al lavoro forzato, in particolare nella costruzione degli impianti di Auschwitz.
I dirigenti della I.G. Farben furono tra gli imputati del processo di Norimberga del 1947/48.
Alla fine della guerra, gli alleati decisero di smembrare l'industria ricostituendo le aziende che l'avevano inizialmente fondata.
Kriegsgefangenen Arbeitskommando
Gli Arbeitskommando erano campi di lavoro per prigionieri di guerra catturati dai tedeschi. Composti di solito da qualche centinaio di prigionieri, erano dislocati nei pressi del luogo di lavoro (fabbriche, miniere, agricoltura, ecc.). L'amministrazione era demandata a uno Stalag (campo per prigionieri di guerra) principale. Da uno Stalag potevano dipendere anche diverse centinaia di Arbeitskommando. Gli Arbeitskommando dei prigionieri di guerra alleati venivano regolarmente visitati dai rappresentanti della Croce Rossa.
Ispettorato Militare del Lavoro
L’Ispettorato Militare del Lavoro è stata una organizzazione nata nell’ottobre del 1943 allo scopo di inquadrare lavoratori da impiegare per costruire strutture per la difesa del territorio della RSI e per riparare i danni dei bombardamenti aerei. Conosciuta anche come “Organizzazione Paladino”, dal nome del suo ideatore e comandante, giunse a inquadrare alcune decine di migliaia di uomini, operando in stretto contatto, e alle volte alle dirette dipendenze, dei tedeschi.
Organizzazione Todt

L’organizzazione Todt nacque in Germania alla fine degli Trenta, allo scopo di organizzare la forza lavoro per la costruzione di installazioni militari. Ideata e diretta da Fritz Todt fino alla sua morte (1942), durante la guerra venne utilizzata per lo sfruttamento dei lavoratori coatti nei paesi occupati dalla Germania. In Italia ebbe un ruolo fondamentale nella costruzione delle linee di difesa lungo l’Appennino per la Wehrmacht, inquadrando decine di migliaia di uomini.

Paladino Francesco
Nato a Scilla (Reggio Calabria) nel 1890, si era arruolato volontario nel corpo del Genio telegrafisti nel 1907. Nel 1908 raggiunse il grado di sergente, con il quale partecipò alla Guerra di Libia. Nel 1914 fu promosso sottotenente e durante la Prima Guerra Mondiale fu promosso capitano. Rimasto sotto le armi, nel 1932 raggiunse il grado di tenente colonnello. Nel 1936 partecipò alla Guerra d’Etiopia durante la quale fu promosso a colonnello.
Nella Seconda Guerra Mondiale partecipò alla campagna di Grecia, per poi tornare in Italia, assegnato al corpo d’Armata di Bolzano. Nel 1942 fu promosso a generale di brigata. Dopo l’armistizio aderì alla Repubblica Sociale Italiana per la quale creò l’Ispettorato Militare del Lavoro.
Posto in congedo assoluto nel 1945, nel 1970 gli fu conferito il grado onorifico di generale di divisione.
Morì nel 1974.
Sauckel Fritz

Fritz Sauckel, nato nel 1894,  era un Gauleiter (capo locale) del partito nazista. Nel 1942 fu nominato plenipotenziario per la distribuzione del lavoro in tutti i territori occupati dalla Germania. In pratica, era il responsabile del reclutamento forzato della manodopera per il lavoro coatto. In Italia la sua organizzazione cercò, con scarsi risultati, di rastrellare centinaia di migliaia di uomini da portare nel Reich. Fu processato a Noriberga e condannato a morte, condanna eseguita nel 1946.

Speer Albert
Albert Speer, nato nel 1905, era un architetto con ottimi rapporti personali con Adolf Hitler. Pur non essendo un fervente nazista, era stato l’artefice delle scenografie delle parate del Partito, assicurandosi la stima e la fiducia del dittatore. Nel 1942, dopo la morte di Fritz Todt, fu nominato ministro per la produzione bellica, a cui era sottoposta la Organizzazione Todt. Fu processato a Norimberga e condannato a venti anni di carcere. E’ morto a Londra nel 1981.
Todt Fritz

Fritz Todt era un ingegnere tedesco, responsabile, negli anni Trenta, della costruzione del sistema autostradale voluto da Hitler. Alla fine degli anni Trenta creò l’Organizzazione Todt, che aveva lo scopo di fornire la forza lavoro per la costruzione delle linee difensive lungo il confine con la Francia. Durante la guerra la sua organizzazione gestì lo sfruttamento del lavoro coatto nei territori occupati. Morì a causa di incidente aereo nel 1942.


AEL Arbeitserziehungslager
I campi di rieducazione al lavoro AEL furono creati a partire dal 1940 dalla Gestapo con l'obiettivo di "rieducare" le persone accusate di atti di sabotaggio industriale o ritenute per qualche motivo "riluttanti" al lavoro. Di fatto, questi campi furono anche uno strumento di sfruttamento del lavoro forzato. Si calcola che in Germania e nei territori occupati abbiano funzionato circa 200 Arbeitserziehungslager e che vi siano state imprigionate circa 500 mila persone.
Bau-und Arbeits Battallion B.A.B.

Durante la Seconda guerra mondiale i tedeschi formarono delle unità di prigionieri di guerra denominate Bau-und Arbeits Battalion (abbreviato in B.A.B). I B.A.B erano composti in media da circa 600 prigionieri destinati al lavoro. La particolarità di queste unità stava nella loro mobilità: a differenza dei prigionieri degli Stalag, non erano destinate a un luogo specifico ma dislocabili sul territorio in base alle necessità del momento.

I.G. Farben
La I.G. Farben venne fondata nel 1925 dall'unione di diverse industrie tedesche. Durante la Seconda guerra mondiale fu la principale industria chimica della Germania nazista.
La I.G. Farben è stata tra le industrie che più hanno fatto ricorso al lavoro forzato, in particolare nella costruzione degli impianti di Auschwitz.
I dirigenti della I.G. Farben furono tra gli imputati del processo di Norimberga del 1947/48.
Alla fine della guerra, gli alleati decisero di smembrare l'industria ricostituendo le aziende che l'avevano inizialmente fondata.
Kriegsgefangenen Arbeitskommando
Gli Arbeitskommando erano campi di lavoro per prigionieri di guerra catturati dai tedeschi. Composti di solito da qualche centinaio di prigionieri, erano dislocati nei pressi del luogo di lavoro (fabbriche, miniere, agricoltura, ecc.). L'amministrazione era demandata a uno Stalag (campo per prigionieri di guerra) principale. Da uno Stalag potevano dipendere anche diverse centinaia di Arbeitskommando. Gli Arbeitskommando dei prigionieri di guerra alleati venivano regolarmente visitati dai rappresentanti della Croce Rossa.
Ispettorato Militare del Lavoro
L’Ispettorato Militare del Lavoro è stata una organizzazione nata nell’ottobre del 1943 allo scopo di inquadrare lavoratori da impiegare per costruire strutture per la difesa del territorio della RSI e per riparare i danni dei bombardamenti aerei. Conosciuta anche come “Organizzazione Paladino”, dal nome del suo ideatore e comandante, giunse a inquadrare alcune decine di migliaia di uomini, operando in stretto contatto, e alle volte alle dirette dipendenze, dei tedeschi.
Organizzazione Todt

L’organizzazione Todt nacque in Germania alla fine degli Trenta, allo scopo di organizzare la forza lavoro per la costruzione di installazioni militari. Ideata e diretta da Fritz Todt fino alla sua morte (1942), durante la guerra venne utilizzata per lo sfruttamento dei lavoratori coatti nei paesi occupati dalla Germania. In Italia ebbe un ruolo fondamentale nella costruzione delle linee di difesa lungo l’Appennino per la Wehrmacht, inquadrando decine di migliaia di uomini.

Paladino Francesco
Nato a Scilla (Reggio Calabria) nel 1890, si era arruolato volontario nel corpo del Genio telegrafisti nel 1907. Nel 1908 raggiunse il grado di sergente, con il quale partecipò alla Guerra di Libia. Nel 1914 fu promosso sottotenente e durante la Prima Guerra Mondiale fu promosso capitano. Rimasto sotto le armi, nel 1932 raggiunse il grado di tenente colonnello. Nel 1936 partecipò alla Guerra d’Etiopia durante la quale fu promosso a colonnello.
Nella Seconda Guerra Mondiale partecipò alla campagna di Grecia, per poi tornare in Italia, assegnato al corpo d’Armata di Bolzano. Nel 1942 fu promosso a generale di brigata. Dopo l’armistizio aderì alla Repubblica Sociale Italiana per la quale creò l’Ispettorato Militare del Lavoro.
Posto in congedo assoluto nel 1945, nel 1970 gli fu conferito il grado onorifico di generale di divisione.
Morì nel 1974.
Sauckel Fritz

Fritz Sauckel, nato nel 1894,  era un Gauleiter (capo locale) del partito nazista. Nel 1942 fu nominato plenipotenziario per la distribuzione del lavoro in tutti i territori occupati dalla Germania. In pratica, era il responsabile del reclutamento forzato della manodopera per il lavoro coatto. In Italia la sua organizzazione cercò, con scarsi risultati, di rastrellare centinaia di migliaia di uomini da portare nel Reich. Fu processato a Noriberga e condannato a morte, condanna eseguita nel 1946.

Speer Albert
Albert Speer, nato nel 1905, era un architetto con ottimi rapporti personali con Adolf Hitler. Pur non essendo un fervente nazista, era stato l’artefice delle scenografie delle parate del Partito, assicurandosi la stima e la fiducia del dittatore. Nel 1942, dopo la morte di Fritz Todt, fu nominato ministro per la produzione bellica, a cui era sottoposta la Organizzazione Todt. Fu processato a Norimberga e condannato a venti anni di carcere. E’ morto a Londra nel 1981.
Todt Fritz

Fritz Todt era un ingegnere tedesco, responsabile, negli anni Trenta, della costruzione del sistema autostradale voluto da Hitler. Alla fine degli anni Trenta creò l’Organizzazione Todt, che aveva lo scopo di fornire la forza lavoro per la costruzione delle linee difensive lungo il confine con la Francia. Durante la guerra la sua organizzazione gestì lo sfruttamento del lavoro coatto nei territori occupati. Morì a causa di incidente aereo nel 1942.